NICO GORI QUARTET AL Dr.JAZZ DI PISA: MAGICO JAZZ
NICO GORI QUARTET AL Dr.JAZZ DI PISA: MAGICO JAZZ
Come Dante si addentrò nella selva oscura cosi io, con passo immensamente modesto rispetto al vate, mi inoltro in un’altra selva, luminosa e colma di gioia: la selva delle note, le note del magico jazz.
Nico Gori ai fiati (clarinetto e sax tenore), Ellade Bandini alla batteria, Massimo Moriconi al contrabbasso e Alessio Buccella al piano sono i quattro artisti che mi hanno guidato alla comprensione senza sforzo delle loro creazioni musicali.
A me piace immaginarli come fossero quattro fachiri occidentali, intenti a dispensare i loro doni ad un pubblico non molto numeroso ma affascinato e partecipe. Il locale al centro di una città italiana si è trasformato, per poche ore, in una piazza polverosa alla periferia di Benares. Cosi’ li ho visti, nelle loro tuniche arancioni ed i loro grandi turbanti procedere lievemente accarezzando i loro strumenti dai quali si sprigionava una cascata di meravigliose note, le note di un jazz moderno e fantasioso, venato di sfumature orientali e impercettibili sonorità medioevali. Io le ho sentite davvero queste sfumature e queste sonorità e se poi loro pensavano a divinità celtiche e a tanghi argentini o improvvisavano senza pensare a niente che importa, il jazz è un po’ come la pittura astratta: a ciascuno secondo i propri bisogni!
Nico Gori è dunque il “capo”o meglio il guru della band (ma nel jazz sono un pò tutti dei “piccoli guru erranti” ) ed è lui che con le sue lunghe note prolungate, soffiate dal sax e dal clarinetto e volate via come farfalle distratte ad aver indicato il cammino ai suoi tre magnifici scudieri. Alla batteria Bandini, con grande sapienza ed esperienza non ha mai sopravanzato gli altri strumenti; Buccella al pianoforte ha volteggiato con estrema sensibilità producendo suoni limpidi e giocosi e Moriconi con il suo contrabbasso simile ad un canto notturno, ha sommessamente sostenuto la leggiadra partitura: piccoli incanti dal denominatore comune: la leggerezza.
Alfredo Colombini 23/02/2005Da: http://www.animajazz.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=5
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