L'orchestra per matrimoni è la band che ha animato la sera di domenica 19 aprile. Cinque pisani riuniti sotto la guida dell'immarcescibile Fabrizio Benvenuti, animatore del panorama musicale cittadino, dai tempi dei mai dimenticati "Crash".
La formazione si compone di due chitarre, tastiera (anzi o
rgano Hammond) e una sezione ritmica di basso e batteria ben affiatati.
Il repertorio è in massima parte dedicato a uno dei più grandi organisti che la storia del rock ricordi: Brian Auger e già questo la dice lunga sull'influenza che questo grandissimo esercita nelle scelte della formazione. Un viaggio a volo radente nel rock blues tastieristico degli anni 70, con qualche contaminazione contemporanea e qualche doverosa concessione, seppure senza grande convinzione, allo strumento principe di quegli anni, la chitarra.
Nel complesso una buona esibizione, il cui difetto maggiore (se ne vogliamo trovare uno) è stata l'apparente poca partecipazione emotiva dei musicisti, che non sono sembrati divertirsi. Ma l'ossatura della serata è stata rispettata e ognuno ha fatto diligentemente la sua parte per portare a conclusione un'esibizione su un palcoscenico importante.
Fabrizio Benvenuti - voce, organo Hammond e tastiere
Federico Dami - voce e ottima chitarra solista (forse un po' sacrificata nei volumi)
Roberto Loni - chitarra ritmica, con qualche pregevole sprazzo solistico
Nicola Marchi - basso eccellente sia nella ritmica che nell'armonia
Maurizio Ravaioli - batteria (anche qui un po' sacrificata nei volumi)
Il repertorio è in massima parte dedicato a uno dei più grandi organisti che la storia del rock ricordi: Brian Auger e già questo la dice lunga sull'influenza che questo grandissimo esercita nelle scelte della formazione. Un viaggio a volo radente nel rock blues tastieristico degli anni 70, con qualche contaminazione contemporanea e qualche doverosa concessione, seppure senza grande convinzione, allo strumento principe di quegli anni, la chitarra.
Nel complesso una buona esibizione, il cui difetto maggiore (se ne vogliamo trovare uno) è stata l'apparente poca partecipazione emotiva dei musicisti, che non sono sembrati divertirsi. Ma l'ossatura della serata è stata rispettata e ognuno ha fatto diligentemente la sua parte per portare a conclusione un'esibizione su un palcoscenico importante.
Fabrizio Benvenuti - voce, organo Hammond e tastiere
Federico Dami - voce e ottima chitarra solista (forse un po' sacrificata nei volumi)
Roberto Loni - chitarra ritmica, con qualche pregevole sprazzo solistico
Nicola Marchi - basso eccellente sia nella ritmica che nell'armonia
Maurizio Ravaioli - batteria (anche qui un po' sacrificata nei volumi)
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