L'Africa ritorna protagonista, sia come musa ispiratrice di ottima musica, che come riferimento e linfa vitale di ogni musicista moderno. L'Associazione Dr.Jazz è lietissima di ospitare il ritorno di Dinamitri Jazz Folklore, venerdì 18 aprile alle ore 22:30, nei locali di via Vespucci 10. Dicevamo l'Africa, perché questo sarà il leit-motiv della serata. Il continente nero ha influenzato pesantemente tutta la musica moderna in generale e il jazz e la "black music" in particolare. La riscoperta metodica di queste radici, l'approfondimento consapevole dei ritmi tribali semplici e complessi allo stesso tempo, lo studio dei canti con andamento ciclico ch
e gran parte di noi ha imparato a riconoscere grazie al cinema che ci ha raccontato l'avventura e la tragedia della schiavitù dei neri.Tutto questo e altro ancora, è oggetto della ricerca e della produzione di questa band. Avevamo assistito al concerto della Dinamitri Jazz Folklore lo scorso mese di novembre, nel momento in cui il gruppo, ospite negli studi della RAI, si preparava a incidere i brani per la sua terza fatica discografica: "Akedengue suite". L'eccellente prova durante la trasmissione di Pino Saulo, "Battiti", ha generato molto materiale originale e di grande interesse. Il prodotto finale, il disco, vedrà la luce solo nel prossimo autunno, e siamo certi, sulle base delle anticipazioni che abbiamo ascoltato, che sarà un lavoro di grandissimo spessore, certamente all'altezza di "Folklore in black" e "Congo evidence", prime due ottime prove della band.Non scopriamo oggi che gli spettacoli di Dinamitri Jazz Folklore costituiscono sempre un evento di grandissimo impatto emotivo. Le atmosfere create sono sempre in bilico tra la suggestiva natura selvaggia dell'Africa e la dura, ma affascinante jungla metropolitana americana, quasi a voler sottolineare le affinità che accomunano questi due mondi, in apparenza lontanissimi tra loro, ma così vicini nelle caratteristiche fondamentali dello sforzo di ogni essere umano per sopravvivere e migliorarsi.Autori, interpreti di questo viaggio saranno il compositore Dimitri Grechi Espinoza al sax contralto, che curerà anche il coordinamento musicale; al suo fianco l'instancabile Beppe Scardino eccellente sax baritono che si alterna con massima disinvoltura dalle parti prettamente ritmiche a quelle solistiche, sempre con grande effetto; Gabrio Baldacci poliedrico chitarrista, che abbina all'ottima tecnica, una particolare attitudine nella ricerca dei suoni, Emanuele Parrini violinista che abbiamo visto confrontarsi e affermarsi con successo nel circuito jazzistico collaborando con grandi nomi del jazz nostrano e non; Paolo PeeWee Durante "la mano sinistra del blues" curerà l'organo Hammond, che costituirà, unitamente ai due percussionisti, il tappeto ritmico-armonico su cui la band si muoverà; infine i due sciamani del ritmo: Simone Padovani alle percussioni e Andrea Melani alla batteria, condivideranno con PeeWee Durante la responsabilità della creazione e del sostegno di tutta l'ossatura ritmica della serata.Anche stavolta, il fascino metropolitano della savana riuscirà a catturare il nostro interesse e la nostra attenzione con un evento eccezionale e dei protagonisti musicali di cui sentiremo parlare (bene) ancora a lungo.
e gran parte di noi ha imparato a riconoscere grazie al cinema che ci ha raccontato l'avventura e la tragedia della schiavitù dei neri.Tutto questo e altro ancora, è oggetto della ricerca e della produzione di questa band. Avevamo assistito al concerto della Dinamitri Jazz Folklore lo scorso mese di novembre, nel momento in cui il gruppo, ospite negli studi della RAI, si preparava a incidere i brani per la sua terza fatica discografica: "Akedengue suite". L'eccellente prova durante la trasmissione di Pino Saulo, "Battiti", ha generato molto materiale originale e di grande interesse. Il prodotto finale, il disco, vedrà la luce solo nel prossimo autunno, e siamo certi, sulle base delle anticipazioni che abbiamo ascoltato, che sarà un lavoro di grandissimo spessore, certamente all'altezza di "Folklore in black" e "Congo evidence", prime due ottime prove della band.Non scopriamo oggi che gli spettacoli di Dinamitri Jazz Folklore costituiscono sempre un evento di grandissimo impatto emotivo. Le atmosfere create sono sempre in bilico tra la suggestiva natura selvaggia dell'Africa e la dura, ma affascinante jungla metropolitana americana, quasi a voler sottolineare le affinità che accomunano questi due mondi, in apparenza lontanissimi tra loro, ma così vicini nelle caratteristiche fondamentali dello sforzo di ogni essere umano per sopravvivere e migliorarsi.Autori, interpreti di questo viaggio saranno il compositore Dimitri Grechi Espinoza al sax contralto, che curerà anche il coordinamento musicale; al suo fianco l'instancabile Beppe Scardino eccellente sax baritono che si alterna con massima disinvoltura dalle parti prettamente ritmiche a quelle solistiche, sempre con grande effetto; Gabrio Baldacci poliedrico chitarrista, che abbina all'ottima tecnica, una particolare attitudine nella ricerca dei suoni, Emanuele Parrini violinista che abbiamo visto confrontarsi e affermarsi con successo nel circuito jazzistico collaborando con grandi nomi del jazz nostrano e non; Paolo PeeWee Durante "la mano sinistra del blues" curerà l'organo Hammond, che costituirà, unitamente ai due percussionisti, il tappeto ritmico-armonico su cui la band si muoverà; infine i due sciamani del ritmo: Simone Padovani alle percussioni e Andrea Melani alla batteria, condivideranno con PeeWee Durante la responsabilità della creazione e del sostegno di tutta l'ossatura ritmica della serata.Anche stavolta, il fascino metropolitano della savana riuscirà a catturare il nostro interesse e la nostra attenzione con un evento eccezionale e dei protagonisti musicali di cui sentiremo parlare (bene) ancora a lungo.
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