Un quartetto di elevatissimo livello, per una serata di grande musica. L'Associazione Dr.Jazz propone, venerdì 7 marzo alle 22.30, lo spettacolo "Hammond Revenge!", una rivisitazione di grandi standards della musica jazz, alternati a composizioni di Lou Donaldson che, nei primi anni 60, ha contribuito alla diffusione del suono abbinato di chitarra, organo Hammond e batteria, col contributo di musicisti del calibro di Jimmy Smith e Jack Mc Duff.
Questo particolare tipo di formazione strumentale, per il suo caratteristico impatto sonoro, ha avuto seguaci in tutti i generi, dal blues al pop, al R & B, fra tutti ricordiamo Booker T & the MG's che impose questo suono all'attenzione della grande massa.
La serata sarà condotta dal sassofonista Alberto Benicchi, dal chitarrista Sandro Gibellini, dal tastierista Alberto Marsico insieme al batterista Stefano "brushman" Bagnoli. Cerchiamo di tracciare un breve profilo di questi eccellenti artisti.
Alberto Benicchi (sax alto) , musicista carrarese, che vanta due diplomi al Conservatorio, di cui uno in "Musica jazz" ha studiato con Jesse Davis ed ha collaborato con musicisti di fama internazionale del calibro di Gianni Basso, Andrea Pozza, Luciano Milanese, Bobby Durham, Sangoma Everett. Inoltre ha aperto i concerti di Enrico Rava, Maria Pia De Vito e Danilo Rea. Molto attivo anche nella musica pop, ha fatto parte delle formazioni di Zucchero, Alex Britti, Andrea Bocelli, Luisa Corna e Maurizio Vandelli. Ha militato per due anni nell'orchestra "Città Lirica" al festival pucciniano di Torre del Lago.
Alberto Marsico (organo Hammond) non ha bisogno di presentazioni, è considerato uno dei più grandi "hammondisti" europei, un musicista che ha fatto apprezzare il proprio talento in tutto il mondo, avendo occasione di esibirsi nei cinque continenti. La sua scheda di collaborazione è fittissima di nomi di levatura mondiale, rammentiamo solo: Tino Gonzales, Ron Ringwood, Jimmy Witherspoon, Alvin Queen, Jesse Davis.
La chitarra di Sandro Gibellini è nota a livello internazionale già dagli anni '80, quando l'artista entrò a far parte della Big Band della RAI, da lì al quartetto di Tullio De Piscopo con cui è partito alla conquista dell'America, suonando da New York a Cuba con Kenny Barron, Ronnie Cuber e tanti altri grandi nomi del jazz statunitense.
Stefano "brushman" Bagnoli è un batterista di solidissima formazione, che ha già suonato al fianco di Alberto Benicchi e Gianni Basso, e ha lavorato con i più rappresentativi esponenti del jazz nazionale e internazionale come Benny Golson, Cedar Walton, Dado Moroni, il quartetto di Francesco Cafiso e il "Devil" quartet di Paolo Fresu.
Con musicisti di questo livello non possiamo che aspettarci una serata di grande levatura e forte intensità emotiva, come ci conferma il considerevole successo di pubblico e critica che questo spettacolo sta riscuotendo in tutta Italia.
Questo particolare tipo di formazione strumentale, per il suo caratteristico impatto sonoro, ha avuto seguaci in tutti i generi, dal blues al pop, al R & B, fra tutti ricordiamo Booker T & the MG's che impose questo suono all'attenzione della grande massa.
La serata sarà condotta dal sassofonista Alberto Benicchi, dal chitarrista Sandro Gibellini, dal tastierista Alberto Marsico insieme al batterista Stefano "brushman" Bagnoli. Cerchiamo di tracciare un breve profilo di questi eccellenti artisti.
Alberto Benicchi (sax alto) , musicista carrarese, che vanta due diplomi al Conservatorio, di cui uno in "Musica jazz" ha studiato con Jesse Davis ed ha collaborato con musicisti di fama internazionale del calibro di Gianni Basso, Andrea Pozza, Luciano Milanese, Bobby Durham, Sangoma Everett. Inoltre ha aperto i concerti di Enrico Rava, Maria Pia De Vito e Danilo Rea. Molto attivo anche nella musica pop, ha fatto parte delle formazioni di Zucchero, Alex Britti, Andrea Bocelli, Luisa Corna e Maurizio Vandelli. Ha militato per due anni nell'orchestra "Città Lirica" al festival pucciniano di Torre del Lago.
Alberto Marsico (organo Hammond) non ha bisogno di presentazioni, è considerato uno dei più grandi "hammondisti" europei, un musicista che ha fatto apprezzare il proprio talento in tutto il mondo, avendo occasione di esibirsi nei cinque continenti. La sua scheda di collaborazione è fittissima di nomi di levatura mondiale, rammentiamo solo: Tino Gonzales, Ron Ringwood, Jimmy Witherspoon, Alvin Queen, Jesse Davis.
La chitarra di Sandro Gibellini è nota a livello internazionale già dagli anni '80, quando l'artista entrò a far parte della Big Band della RAI, da lì al quartetto di Tullio De Piscopo con cui è partito alla conquista dell'America, suonando da New York a Cuba con Kenny Barron, Ronnie Cuber e tanti altri grandi nomi del jazz statunitense.
Stefano "brushman" Bagnoli è un batterista di solidissima formazione, che ha già suonato al fianco di Alberto Benicchi e Gianni Basso, e ha lavorato con i più rappresentativi esponenti del jazz nazionale e internazionale come Benny Golson, Cedar Walton, Dado Moroni, il quartetto di Francesco Cafiso e il "Devil" quartet di Paolo Fresu.
Con musicisti di questo livello non possiamo che aspettarci una serata di grande levatura e forte intensità emotiva, come ci conferma il considerevole successo di pubblico e critica che questo spettacolo sta riscuotendo in tutta Italia.
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